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Giorgione

Il famoso pittore Giorgione, è stato un’importante esponente della scuola veneta, nato nel 1477 a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso.

Sebbene abbia avuto una vita artistica parecchio popolare, emerge col passare degli anni come una figura particolarmente enigmatica e misteriosa.

Giorgione

Di Giorgione, il cui vero nome corrisponde a Giorgio Zorzi, non si sa molto; raramente firmava le sue opere e, di conseguenza, non sempre è stato facile ricostruirle ed elaborarne simboli e significati.

E’ cosa certa che abbia lavorato presso la bottega di Giovanni Bellini, dove apprese l’uso dei colori, la tecnica della loro fusione e l’attenzione verso i paesaggi.

Ad ogni modo, nonostante la scarsità d’informazioni, è considerato il fondatore della Pittura Veneziana; pittura caratterizzata da uno stile nuovo ed innovativo che accoglie paesaggi e stili decisamente più naturali e che si allontana dagli schemi rigidi del ‘400.

LA PALA DI CASTELFRANCO

L’opera, ancora custodita all’interno del duomo di Santa Maria Assunta e Liberale a Castelfranco Veneto, fu commissionata dal condottiero veneto Tuzio Costanzo per onorare la morte del figlio caduto in battaglia.

Il dipinto, che si divide chiaramente in due parti, rappresenta la Madonna con in braccio il suo Bambino seduta su un elegante trono che, a sua volta, poggia su un sarcofago contraddistinto dallo stemma della famiglia Costanzo. In basso, ai suoi piedi come due protettori, si trovano San Francesco, con la sua semplice veste, e San Nicasio con la bandiera rappresentante i cavalieri di Malta.

Pala di Castelfranco - Giorgione

Particolare attenzione merita lo sfondo, dato che sembra voler dividere l’opera in modo ancora più chiaro rispetto a quanto già delineato dai personaggi. La parte inferiore e terrena, infatti, è caratterizzata da un bellissimo pavimento a scacchi in prospettiva, mentre la parte superiore (legata alla Madonna) è contrassegnata da un paesaggio ampio e profondo, selvaggio ed abitato e, a tratti, quasi celeste.

Il 10 dicembre 1972 la pala venne rubata, per poi essere ritrovata dopo circa tre settimane; successivamente subì un lungo restauro e dal 2006, finalmente, è stabile all’interno del Duomo.

LA TEMPESTA

La tempesta, come molte altre opere, può essere suddivisa in due parti. In primo piano, a destra, si vede una donna seminuda intenta ad allattare il proprio neonato; il suo sguardo, quasi preoccupato, sembra guardare direttamente lo spettatore. Sulla sinistra invece compare un uomo, quasi sicuramente un soldato, intento ad osservarli, nonostante tra i due non sembra esserci alcuna sorte di legame.

La Tempesta - Giorgione

Alle loro spalle, al di là di quel piccolo pezzo di muro in rovina rimasto in piedi, compare in lontananza una città (forse Castelfranco Veneto), nel momento in cui sta per essere investita da un forte temporale.

Dato che quest’opera è ancora avvolta nel mistero, non si ha un’interpretazione chiara ed unica: alcuni storici, infatti, vedono i tre protagonisti come Adamo ed Eva con in braccio il piccolo Caino altri, invece, riconoscono nella scena la fuga dall’Egitto della Sacra Famiglia. In ogni caso l’interpretazione sta negli occhi dello spettatore. L’opera è conservata nelle Gallerie dell’Accademia a Venezia.

LA VECCHIA

L’opera, attualmente conservata nelle Gallerie dell’Accademia a Venezia, è caratterizzata da uno sfondo scuro che mette in risalto una donna anziana con la veste rosata e con il volto segnato dallo scorrere del tempo.

La Vecchia - Giorgione

La donna, i cui capelli grigi sfuggono ad un’usurata cuffia, guarda lo spettatore con un’espressione di dolore e sembra volergli lasciare un messaggio ben chiaro; nella mano destra, infatti, regge un pezzo di carta con la scritta “Col Tempo”. Con il passare degli anni, infatti, tutti invecchieranno, il tempo segnerà i corpi e tutti, potenzialmente, potranno diventare come lei.

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