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Spesso, dentro noi, abbiamo le risposte giuste alle nostre perplessità e ai nostri dubbi; sicuramente non sono facili ne’ da trovare ne’ da mettere a fuoco ma la vita, a volte, ci regala qualche indizio...

Qualche anno fa, durante un viaggio nel sud-est asiatico, attraverso le grandi foreste del Laos, ho riscoperto il piacere di conoscere ma, soprattutto, di viaggiare con occhi diversi… Tutto questo lo devo ad un libro di Tiziano Terzani, “Un indovino mi disse” quando, come lui stesso racconta, nel 1993 si trovò a fare una scelta molto importante, che cambiò per sempre il suo modo di viaggiare e di vedere le cose.

In quell’anno, infatti, evitò di volare con qualsiasi mezzo riscoprendo, così, i trasporti pubblici dell’Asia che, nonostante la grande lentezza, lasciano il tempo di ammirare il paesaggio e di godere, magari, di un nuovo incontro.

Prendendo come esempio Terzani e la sua scelta, ho iniziato a riscoprire la bicicletta, intesa come un mezzo che dona la libertà di fermarsi a contemplare ciò che più ci colpisce ma, anche, a riscoprire il passeggiare tra la gente, quando una semplice camminata regala un incontro inaspettato, il calore di un sorriso, la cultura di un paese e le mille sfaccettature che ognuno di noi conserva.

E’ grazie ad alcuni viaggi nel mondo che ho iniziato ad esplorare la mia terra, la mia meravigliosa regione, con occhi nuovi e più curiosi. Un territorio ricco, come pochi altri paesi al mondo, di cultura e tradizione, con una natura rigogliosa e incontaminata e dai mille prodotti tipici che fanno invidia al resto del continente.

Sono Riccardo Frigo e vivo a Bassano del Grappa; è dall’unione delle mie due grandi passioni, quella per i viaggi e quella per fotografia, che nasce la MIA guida della regione Veneto. Una guida caratterizzata da tante foto, luoghi, storie, ricette, tradizioni, bellezze, sensazioni e tanto altro… Perché non c’è niente di più bello che inventarsi qualcosa e riuscire a realizzarla.

 

 

„Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.“

Tratto dal libro Un indovino mi disse di Tiziano Terzani