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La Valsugana è una valle che si estende tra Veneto e Trentino Alto Adige, modellata dallo scorrere millenario del fiume Brenta, attraverso piccoli borghi e alte pareti rocciose, costudendo leggende e tradizioni profonde.

La Valsugana

Le prime tracce umane sono veramente antiche, tanto che si riscontrano reperti risalenti al V secolo a.C. Il vero sviluppo, però, lo si ha con l’Impero Romano, quando venne costruita la prima rete stradale che collegava la città marittima di Altino con la città tedesca di Agusta.

La Valstagna

Dal Medioevo in poi, la zona fu dominata prima dai Longobardi, poi dalla Repubblica di Venezia ed, infine, fu contesa tra il Veneto, che era già territorio italiano ed il Trentino, che all’epoca era ancora territorio dell’Impero Austro-Ungarico.

Fiume Brenta

Il conflitto per il dominio della Valsugana terminò con la Prima Guerra Mondiale, quando si decise che il paese di Grigno avrebbe segnato il confine tra Veneto e Trentino, che nel frattempo erano diventato anch’esso italiano. Geograficamente parlando possiamo dividere la Valsugana in tre zone:

Alta Valsugana che si estende dal comune di Trento fino a Novaledo; Bassa Valsugana, che si estende dalla Val di Fiemme fino a Fiera di Primiero e Canale di Brenta, che è la valle compresa tra i comuni di Bassano del Grappa e Cismon del Grappa.

Proprio in quest’ultima zona, fino a non molti anni fa, grazie ad una particolare concessione della Serenissima veniva coltivato il tabacco.

Questa pianta, probabilmente importata dai monaci appartenenti al paese di Campese nel XVII secolo d.C., si adattò particolarmente bene, tanto che molto presto vennero costruiti numerosi terrazzamenti sostenuti con muri a secco, detti Masiere, nelle colline e montagne circostanti.

Valstagna

La stessa Repubblica di Venezia, che inizialmente favorì lo sviluppo delle coltivazioni di tabacco, successivamente a causa della forte espansione commerciale della zona, limitò fortemente la coltivazione, la vendita e la distribuzione di questa pianta in tutti i territori circostanti.

Tutte queste restrizioni portarono alla diffusione dei “contrabbandieri”, che sfruttando la notte e i fitti boschi, distribuivano e vendevano il tabacco nei territori circostanti fino ad arrivare nell’Altopiano di Asiago.

Terrazamenti

I vari sentieri battuti da questi uomini sono denominati “Alta Via del Tabacco”, esistono ancora e sono tranquillamente percorribili a piedi; sono numerosi e accessibili dalla strada che costeggia il Brenta e che attraversa i vari paesi. Qualche coltivazione di tabacco è ancora esistente, specie nella zona che dalla piccola Campese arriva sino a Valstagna , anche i terrazzamenti, sono ancora ben visibili e utilizzati per l’agricoltura locale.

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