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La Chiesa dei Gesuiti o più semplicemente Chiesa di Santa Maria Assunta viene considerata eccessiva, sontuosa e sfarzosa. Ricostruita nel XVIII secolo nel campo dei Gesuiti, poco lontano dalle Fondamenta Nuove, è spesso confusa con quella dei Gesuati nel sestiere Dorsoduro, meglio conosciuta come Chiesa di Santa Maria del Rosario.

La Chiesa dei Gesuiti

Il monumentale esterno barocco dà solo un assaggio di quanto sia ricco l’interno, che con intarsi di marmo bianco e verde, rende perfettamente l’idea della tappezzeria, e inganna talmente la vista da non credere che sia pietra. Edificata nel 1148 la chiese di Santa Maria Assunta è circondata da terreni e paludi, che qualche anno dopo Cleto Gussoni attrezzò, per costruirci un Ospitale per la cura dei poveri infermi, che siano state delle donne oppure degli uomini.

La Chiesa dei Gesuiti

 

Nel corso degli anni la chiesa venne particolarmente distrutta per colpa di alcuni incendi, e sempre ricostruita, finendo nella mani di vari ordini, tra cui le monache Francescane, i Canonici Regolari di Santo Spirito, i Servi di Maria, fino al 1568 che fu riconsegnata ai Crociferi.

Successivamente finì sotto Venezia, che vendette l’intero complesso, formato dalla chiesa, un ospedale e un convento, per cinquantamila ducati ai Gesuiti. Nel corso degli anni la vecchia chiesa dei gesuiti non bastò più, perché non era sufficientemente grande, così nel 1715 grazie a un finanziamento della famiglia Manin, ricostruirono la loro chiesa.

Consacrata poi nel 1728. L’edificio si presenta con un’imponente facciata, ideata da Domenico Rossi ed è una valorizzazione della cultura barocca veneziana del Settecento.

Nel suo interno sfarzoso a croce latina, tipica dei Gesuiti, troviamo diverse opere importanti, tra cui nella Cappella di San Lorenzo il Martirio di San Lorenzo capolavoro di Tiziano, sull’altare di Giuseppe Pozzo vi è custodito l’Assunzione della Vergine, del 1555 del giovane Tintoretto, nella sacrestia troviamo un grande ciclo di opere di Palma il Giovane, nella parete della porta d’ingresso ci sono diverse opere di Cima da Conegliano e infine nella Cappella dell’Angelo Custode troviamo l’Angelo custode e angeli che trasportano le anime, del 1619 di Palma il Giovane.

Il baldacchino nell’altare maggiore rimanda a quello della Basilica di San Pietro in Vaticano. Molti esperti giudicano la chiesa esagerata, ma in ogni caso, non potete non rimanere affascinati dall’incredibile abilità che ha comportato la sua creazione.

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