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Il Canale dei Buranelli o canale Medio prende il nome dai commercianti dell’isola di Burano, che nel Cinquecento vivevano proprio lungo questo corso d’acqua.

Il Canale dei Buranelli

E’ un ramo del fiume Botteniga, che nasce al Ponte de Pria in corrispondenza dell’ingresso della città di Treviso, dove un tempo, le donne della zona venivano a lavare i panni. In questa possente porta d’entrata, suddivisa in sette arcate, ognuna delle quali si trovano due paratoie o boe, il fiume Botteniga si divide in tre rami, di cui il più famoso è il canale dei Buranelli, il più grande è il Cagnan Grande e infine il Cagnan della Roggia, anche chiamato Siletto.

Il Canale dei Buranelli

Sulla riva opposta del famoso canale si trova la casa del grande scrittore trevigiano Giovanni Comisso, il quale scriveva, "Io vivo di paesaggio, riconosco in esso la fonte del mio sangue. Penetra per i miei occhi e mi incrementa di forza. Forse la ragione dei miei viaggi per il mondo non è stata altro che una ricerca di paesaggi, i quali funzionavano come potenti richiami".

Il Canale dei Buranelli

E continua, "Forse vi è in me ancora di quell’istinto che doveva dominare le razze emigratrici, istinto che era sete di paesaggi nuovi e meravigliosi, prima ancora di essere istinto di preda e di conquista. Nel paesaggio è il primo segno delle mani di Dio e giustifico certi esseri sensibili che nel mezzo dei paesaggi più belli attestano d’aver veduto l’apparizione della divinità.

L’altro segno è l’uomo, ma l’uomo si forma e cresce in rapporto al paesaggio: è uno specchio del paesaggio" (opera “Veneto felice. Itinerari e racconti” del 1984). Poco più in là, sempre sul canale, si impone l’edificio cinquecentesco che un tempo era dimora e magazzino dei commercianti di pesce provenienti dall’isola di Burano, dai quali prese il nome.

Il Canale dei Buranelli

Il corso d’acqua prosegue attraverso tutta la città, scorrendo tra i numerosi palazzi medioevale e rinascimentali, passando sotto i salici piangenti e affianco ai caratteristici lavatoi sospesi da catenelle, incontrando mulini e ponti, fine a sfociare nel fiume Sile. Oggi, su uno dei palazzi affacciati sull’acqua, possiamo ammirare un’opera in metallo di Mario Martinelli, che raffigura il famoso scrittore trevigiano Giovanni Comisso.

Il Canale dei Buranelli

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