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Sacrario del Pasubio

Il Sacrario del Pasubio o più noto come Ossario del Pasubio è un monumento dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale, situato poco distante al Pian delle Fugazze sul colle Bellavista, il quale domina Val Leogra.

Visibile da tutta la pianura vicentina, lOssario del Pasubio, insieme al Sacrario Militare del Monte Grappa, all’Ossario di Tonezza del Cimone e al Sacrario Militare di Asiago, sono i quattro monumenti dedicati ai caduti nel dopo guerra e divenuti simbolo del territorio, infatti compaiano in uno dei quattro quarti dello stemma della provincia di Vicenza.

Il Sacrario del Pasubio

Il Sacrario del Pasubio trova le sue origini nel 1917, quando i soldati italiani della Prima Armata sopravvissuti, decisero di costruire un’edicola, cioè un piccolo tempio, alla Madonna Immacolata, col permesso del vescovo di Vicenza.

Il Sacrario del Pasubio

Dopo aver costituito un comitato presieduto dal vescovo, maturò l’idea di costruire un sacrario ossario sul monte Pasubio. Per la realizzazione del progetto si offri l’architetto Ferruccio Chemello, il quale lavorò gratuitamente per onorare la memoria del figlio alpino ucciso sul Monte Ortigara.

La possente costruzione alta 35 metri fu costruita in due parti, l’ossario e il sacello.

Il Sacrario del Pasubio

L’ossario, ricavato dal basamento della torre comprende una cripta centrale dove sono raccolti i resti di 70 decorati al valore militare e la salma del Generale Guglielmo Pecori Giraldi, comandante della Prima Armata, invece nella parte superiore troviamo il sacello, con decori artistici alle vetrate e affreschi, una terrazza con balaustra che circonda la torre, da dove si può godere di uno stupendo panorama di tutta la vallata sottostante.

Il Sacrario del Pasubio

La prima pietra fu posata il 1° luglio 1920 dall’arcivescovo di Trento Mons. Endricci, con la presenza del generale Pecori Giraldi e molte autorità. La roccia grigia e nera utilizzata proviene da una cava alle pendici del Monte Cornetto, e trasportata tramite teleferica sino al piazzale, invece i blocchi di marmo bianco provengono dalle cave di Piovene Rocchette. Nella zona dell’ossario è presente un piccolo museo ristrutturato nel 2005, dedicato alla Prima Guerra Mondiale.

 

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