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La Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, comunemente chiamata i Frari, è situata sull’omonimo Campo dei Frari, nel vivace sestiere di San Polo.

Basilica Santa Maria Gloriosa dei Frari

Si tratta della più vasta chiesa dell’isola veneziana e probabilmente anche la più amata e frequentata dai fedeli. Rappresenta la più grande espressione del gotico veneziano, seppure priva di archi rampanti, pinnacoli, doccioni e altri elementi tipici dell’architettura gotica.

Basilica dei Frari

La sua immensa facciata è divisa in tre, da dei semplici pilastri, affiancata al campanile in stile romanico di circa 70 metri, il più alto dopo quello di San Marco. La Basilica di Santa Maria Gloriosa è dedicata all’Assunzione di Maria, questa monumentale ed accogliente struttura, mescola elementi diversi mantenendo grande semplicità, nonostante l’interno sia ricco di capolavori rinascimentali.

Basilica dei Frari

La sua storia inizia tra il 1222 e il 1250 quando dei seguaci di San Francesco d’Assisi, arrivati a Venezia, chiesero all’architetto Nicolò da Pisa di costruire un monastero e una chiesa dedicata alla Santa Maria Gloriosa dei Frari.

La Basilica, intrisa della spiritualità evocata da San Francesco, oggi appare alta, luminosa, imponente e tutta sostenuta dai classici mattoni rossi. Si presenta a pianta di croce latina, con lo stile gotico veneziano in cotto e pietra d’Istria, suddivisa a tre navate con archi ogivali, il tutto sostenuto da due grandi colonnati.

Basilica dei Frari

Al suo interno troviamo numerose tombe e monumenti funebri di importanti personalità del passato veneziano, spiccano su tutti Claudio Monteverdi, un compositore italiano, il grande pittore Tiziano Vecellio e lo scultore e pittore Antonio Canova.

Tra le varie opere custodite tra queste mura ci sono, la Pala dell’Assunta, l’Eterno tra due angeli, Vergine sulle nubi, Apostoli, capolavori di Tiziano, la rivoluzionaria Madonna di Ca’ Pesaro, che esalta le imprese del vescovo Jacopo Pesaro, la Madonna in trono con Bambino e Santi opere di Giovanni Bellini, la Madonna con Bambino all’interno di una cornice intagliata e dorata di Paolo Veneziano ed, infine, la scultura di legno di San Giovanni Battista di Donatello.

Sull’altare di Santa Caterina troviamo la pala del Martirio di Santa Caterina d’Alessandria, dove viene ritratto il momento che l’angelo salva la santa dalla tortura della ruota, mentre i carnefici rimangono vittime del loro stesso arnese, opera di Jacopo Palma il Giovane. Per la sua importanza, nel 1923, ricevette da papa Pio XI il titolo di basilica minore.

A pochi passi dalla chiesa troviamo l’antico convento dei frati, chiamato Magna Domus Venetiarum per distinguerlo dagli altri della città. Si distingueva anche per i suoi due chiostri, il chiostro della Trinità, di pianta quadrata e il chiostro di Sant’Antonio, con il suo pozzo al centro che sorregge la statua di sant’Antonio da Padova. Oggi i due chiostri sono di proprietà dell’Archivio di Stato.

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