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Il Bacio di Francesco Hayez è un capolavoro dell’800, diventato famoso e simbolo del Romanticismo in Italia. Realizzato nel corso del tempo in più versioni…

Francesco Hayez, maggiore esponente del Romanticismo Italiano, nacque a Venezia nel 1791 da un povera famiglia di pescatori che ben presto, vista la precaria situazione familiare, decise di affidarlo a degli zii di Milano.

 

IL BACIO DI FRANCESCO HAYEZ:

Questa decisione, seppur sofferta, determinò la fortuna del piccolo Francesco dato che, fu proprio lo zio milanese, ad intuire ed accrescere il talento del nipote.  Una volta adulto Hayez lasciò Milano per Roma, dove conobbe e strinse una forte amicizia con Antonio Canova, che spesso lo sostenne e lo incoraggiò nell’arco della sua carriera. Morì a Milano nel 1882.

IL BACIO DI FRANCESCO HAYEZ

Il Bacio, attualmente custodito nella pinacoteca di Brera, fu commissionato da Alfonso Visconti. La scena, carica di pathos, è ambientata tra le mura di un castello medioevale e ritrae due giovani innamorati nell’atto di quello che potrebbe essere (forse) il loro ultimo fugace e appassionato bacio.

Il giovane, il cui viso è quasi interamente coperto, è pronto per partire (si può notare la gamba tesa ed il piede già appoggiato sul primo gradino) ma, nonostante ciò, tiene saldamente tra le mani il viso della ragazza che, illuminata dalla luce e dallo splendido ma semplice abito blu, è completamente abbandonata al giovane ed al momento.

IL BACIO DI FRANCESCO HAYEZ

Per essere precisi, di questo quadro, ne esistono ben tre versioni. Nella prima ed ufficiale, realizzata nel 1859, la donna indossa il vestito azzurro, mentre l’abito del giovane è caratterizzato dal verde e dal rosso; i colori della bandiera italiana e francese, unite da un’alleanza.

Nella seconda, realizzata nel 1861, l’abito della donna è bianco e quello del giovane rimane rosso e verde, i tre colori della bandiera italiana. Nella terza ed ultima versione del 1867, i colori del dell’abito del giovane restano uguali, mentre l’abito della donna è nuovamente azzurro ma, accanto ai loro piedi, c’è un velo bianco a terra.

di Giulia Rizzollo

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