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Trissino

In questo capitolo trattiamo la sorprendente e misteriosa città di Trissino, incastonata lungo la verde valle dell’Agno.

Trissino

Scendendo la Valle dell’Agno si entra nel territorio di Trissino, la cui storia si intreccia con quella dell’omonima famiglia di origine germanica a cui apparteneva il cardinale umanista che scoprì Andrea Palladio. Durante l’ampliamento in città del vecchio cimitero nel 1981, venne alla luce una parete di circa venti metri,  un "dolium", grande contenitore alimentari formato da terracotta e altro materiale in ceramica risalente al periodo della seconda età del ferro, cioè dal V al I secolo a.C.

 Fra i materiali rivenuti, è stato inoltre ritrovato un frammento di torque, ovvero una collana attorcigliata a nodi di argento, di grande pregio. Si tratta di un ornamento caratteristico delle genti Celtiche, che abitavano la Regione della Venezia Giulia. Da visitare sicuramente è Villa Trissino Marzotto. Si tratta di un’abitazione  maestosa ed incantevole che sorge sulle rovine di un’antico castello, costruito per volere della famiglia germanica Trissino. Nel 1700 venne trasformata in villa dall’architetto Francesco  Muttoni, che curò anche la sistemazione dei giardini, da cui si ha una splendida vista sulla vallata dell’Agno.

Al suo interno la villa conserva affreschi, una collezione di arazzi realizzati dalla scuola belga Willem de Pannemaker attorno al 1550,  cartoni di Raffaello e Giulio Romano e una pinacoteca con la collezione Macchiaoli. Un evento da non perdere è la famosa “Festa del Gnocco” un evento gastronomico che si tiene a Selva di Trissino, nella settimana di fine agosto e l’inizio di settembre.

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