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Bassano del Grappa

In questo capitolo trattiamo una delle città più affascinanti, vivaci e caratteristiche di tutta la regione Veneto, Bassano del Grappa.

“Sul Ponte di Bassano là ci darem la mano, noi ci darem la mano ed un bacin d’amor”  (canzone popolare del 1916 dedicata agli Alpini di Bassano del Grappa)

Attraversato dal fiume Brenta, Bassano del Grappa, è un comune situato nel cuore del Veneto, situato tra le province di Verona, Padova e Treviso, alle pendici dell’Altopiano dei Sette Comuni e del Monte Grappa. E’ una città dai mille talenti e dai mille sapori, grazie ad un territorio generoso e ad artisti di altissimo livello. Non si può non citare, infatti, il pittore Jacopo da Bassano, che rappresentò paesaggi ed animali con un uso perfetto della luce e le celebri stampe della famiglia Remondini, famosa in tutta Europa, che nel Settecento diede lavoro a circa mille cittadini. I primi insediamenti risalgono al II secolo a.C. e lo testimoniano dei manufatti ritrovati nella necropoli di San Giorgio di Angarano. In seguito, questa meravigliosa città, fu dominata  per molto tempo della grande famiglia degli Ezzelini, che favorì  progresso e benessere  e la nascita delle prime istituzioni giudiziarie.

Nel 1404 Bassano e i territori circostanti divennero parte della Repubblica di Venezia, che per ben quattro secoli dominò il territorio favorendo pace e stabilità che durarono, tra alti e bassi, fino alla prima guerra mondiale, dove ci fu una forte crisi, causata da fame, emigrazioni e perdite di vite umane. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale e la caduta del regime fascista, la città subì l'invasione tedesca dando il via ad una agguerrita e organizzata Guerra di Liberazione, che le fece meritare la “Medaglia d'oro al valor militare per la guerra di liberazione”.. Parlando di questo momento storico non possiamo non ricordare e citare il “Viale dei Martiri”. Questo viale prende il nome dai 31 partigiani che il 26 settembre 1944 furono impiccati in città proprio su questi alberi già allora esistenti. Tutt’ora, per ricordare questo tragico evento,ogni albero presenta una targhetta con il nome, il cognome e la foto di queste giovani vittime.

Da vedere in città: il Tempio Ossario,1908, doveva diventare il nuovo Duomo della Città ma nel 1930, un particolare accordo tra parrocchia e Ministero della difesa, sancì la sua nuova destinazione. Il Tempio è costruito in stile gotico-romanico ed è caratterizzato da una cupola ottagonale alla quale si affiancano due campanili di sessanta metri. Attualmente il Tempio Ossario ospita il corpo di 5.000 caduti provenienti da tutta Italia e deceduti nelle battaglie del Grappa.La Chiesa di San Francesco, risalente al 1306, inizialmente fu dedicata alla Vergine Maria e solo successivamente a San Francesco. La chiesa è completamente in stile romanico a croce latina ed ha una struttura a capanna. Al suo interno possiamo vedere “l'Annunciazione” di Guariento di Arpo ed un particolare crocifisso ligneo dipinto.

Il Ponte di Bassano, detto Ponte Vecchio, è principalmente conosciuto come "Ponte degli Alpini" . La prima costruzione si ebbe probabilmente nel 1209 e durò fino all'ottobre del 1567, quando una brentana lo travolse e lo distrusse. Nel 1569 Andrea Palladio progettò un nuovo ponte, ,totalmente di legno, lungo 58 metri che  poggia su 4 pilastri. Questo nuovo progetto durò fino 1748, quando il ponte venne travolto da un’altra brentana. Fu ricostruito velocemente da Bartolomeo Ferracina seguendo fedelmente il disegno palladiano anche se purtroppo venne nuovamente distrutto, questa volta però per mano umana, dal viceré Eugenio di Beauharnais . Ancora una volta venne ricostruito ma, durante la seconda guerra mondiale, fu fatto saltare in aria dai partigiani per proteggere la città. Con la fine del conflitto venne nuovamente costruito e oggi è il gioiello-simbolo di Bassano del Grappa.

Il Palazzo Sturm è uno dei palazzi più importanti della città e fu costruito nel XVIII secolo, sulla sponda sinistra del fiume Brenta. L'imponente struttura, originariamente commissionata da Vincenzo Ferrari, comprendeva circa settanta vani di varie dimensioni distribuiti su sette livelli. I piani superiori costituivano la residenza padronale e disponevano anche di alcune sale di rappresentanza. I piani più bassi, invece, dai quali si accedeva direttamente dal fiume Brenta, ospitavano laboratori e botteghe per la produzione della seta. Attualmente il Palazzo ospita uno dei pochi musei d’Italia dedicati alla stampa ed il tema non è per nulla casuale.

A Bassano, infatti, operò e lavorò una famiglia di stampatori… la “famiglia  Remondini”. Giovanni Antonio Remondini , di origine padovana, poco più che ventenne, abbondonò la città del Santo e prese casa nella piazza principale di Bassano. Lì aprii un negozio di telerie, lane, sete ed in seguito aggiunse alle sue merci anche xilografie di santi di origine popolare. Con gli anni Remondini decise di liberarsi dei fornitori acquistando un vecchio torchio dando origine, così, ad una stamperia tutta sua, destinata a diventare una delle più importanti e famose d'Europa.

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