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Marcesina

In questo capitolo trattiamo uno dei territorio più belli, più selvaggi e più affascinanti di tutto l’Altopiano dei sette comuni, la piano di Marcesina.

« Ma ci saranno ancora degli innamorati che in una notte d’inverno si faranno trasportare su una slitta trainata da un generoso cavallo per la piana di Marcesina imbevuta di luce lunare? Se non ci fossero, come sarebbe triste il mondo... » Mario Rigoni Stern. La piana di Marcesina è una vasta piana che si estende per la maggior parte nella regione Veneto,( si entra da Valmaron ), tranne che per la parte settentrionale che è territorio trentino.

La piana, proprio per la sua vastità e la sua morfologia pianeggiante, era anticamente utilizzata dai pastori dei Sette Comuni per il pascolo del bestiame bovino, tanto che molto spesso dovettero lottare con i pastori della Valsugana, per poter continuare ad averne il controllo.

Come il resto dell’Altopiano, fu segnata da numerosi eventi bellici durante la Prima Guerra Mondiale e, da aspri scontri, durante il periodo della Liberazione tra i partigiani del territorio e i reparti nazi-fascisti. Oggi la piana viene utilizzata ancora come pascolo per la produzione dell’Asiago d.o.p. ma anche come luogo turistico, specie d’inverno dove è possibile praticare lo scii di fondo, lunghe ciaspolate e passeggiate.

Da vedere: se si passa di lì, è bello soffermarsi presso la Chiesetta di San Lorenzo, costruita ancora in epoche lontane e ricostruita dopo la Prima Guerra Mondiale, dove fu interamente distrutta, eccetto che per il campanile, rimasto miracolosamente intatto.

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