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Campo San Polo

In questo capitolo trattiamo una delle zone più popolari, vivaci e sorprendenti dell’isola di Venezia, il Campo San Polo.

Campo San Polo ero teatro di eventi spettacolari, come festeggiamenti, mascherate, cerimonie, balli e perfino combattimenti di cani e di tori. Secondo un’antica leggenda, infatti, campo San Polo sarebbe stato un’arena della città romana che, successivamente,  fu pian piano demolita per ricavare materiale utile per varie costruzioni. In questo campo risaltano il campanile e la sua chiesa, famosa soprattutto, per le  opere d’arte che custodisce. Al suo interno, infatti, possiamo trovare:  “l’Ultima Cena” di Tintoretto, che raffigura la costernazione degli apostoli nel momento in cui Gesù annuncia che uno di loro lo tradirà e un prezioso soffitto, a “carena di nave”, che tra l’altro  è uno dei pochi rimasti a Venezia.

Il campanile, a destra dell’ingresso, è decorato da due leoni del XII secolo e rappresenta un raro esempio veneziano di arte romanica. L’evento più drammatico fu, nel 1548, con l’assassinio di Lorenzino de’ Medici e di suo zio, uccisi dopo essere a lungo fuggiti alla vendetta del duca di Firenze, il primo ricercato per l’uccisione del cugino del duca. Dal 1979 il campo è di nuovo teatro di festeggiamenti per il Carnevale inoltre, grazie alla sua grandezza, è il paradiso dei ragazzi veneziani che si recano muniti di biciclette, pattini e palloni per passare qualche ora all’aria aperta. Nessuna di queste attività sarebbe stata possibile nel XVII secolo, poiché una targa del 1611 posta sulla chiesa, proibiva qualsiasi gioco o commercio in piazza, pena la prigione, il servizio sulle galere o l’esilio.

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