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Palazzo Ca’ d’Oro

In questo capitolo trattiamo uno dei palazzi più sontuosi, eleganti e caratteristici del Canal Grande e di tutta Venezia, Palazzo Ca’ d’Oro.

Il Palazzo Ca’ d’Oro è uno tra i più bei palazzi del Canal Grande, situato nel sestiere Cannaregio e anche l’edificio più rappresentativo dell’architettura gotico veneziana della città. Questo gioiello fu costruito per Marino Contarini nel 1434, e tuttora rispetta il desiderio del suo proprietario. La facciata riccamente decorata, con le sue finestre a ogiva finemente scolpite, i pinnacoli orientaleggianti e gli esotici trafori in marmo, emanano un equivocabile tocco d’Oriente. Un tempo, alcune parti della facciata erano ricoperte d’oro, ecco la provenienza del nome, con rifiniture di altissimo spessore, oggi del tutto scomparse, ma considerate uno dei massimi esempi di gotico fiorito veneziano.

Il Palazzo Ca’ d’Oro

Nei secoli il palazzo cadde in rovina, e a salvarlo fu il barone Giorgio Franchetti, mecenate e collezionista, che lo restaurò e lo donò alla città, assieme alla sua raccolta privata di oggetti, che comprendeva bronzetti rinascimentali, medaglie, statue e diversi importanti dipinti veneti e fiamminghi. L’edificio oltra ad ospita la Collezioni Giorgio Franchetti, contiene vari laboratori per la conservazione e il restauro di opere d’arte. Tra i tesori al suo interno decisamente stupefacenti troviamo al secondo piano l’ultimo capolavoro di Andrea Mantegna, San Sebastiano del 1506, e due splendidi dipinti di Vittore Carpaccio, Annunciazione e La morte della Vergine entrambi del 1504, al terzo piano La Venere allo specchio di Tiziano, un dipinto di particolare delicatezza e sensualità e il Doppio Ritratto di Tullio Lombardo.

Il Palazzo Ca’ d’Oro

Un’altra cosa caratteristica del palazzo Ca’ d’Oro sono le importanti sezioni che ospitano le ceramiche, con importanti manufatti di vasellame di produzione veneziana, risalenti dal XII al XVIII secolo, ritrovati casualmente tra alcuni scavi del centro storico oppure negli argini del fiume Brenta a Fusina. Un’altra grande passione di Giorgio Franchetti erano i marmi antichi, troviamo un bel esempio nell’atrio, dove possiamo ammirare le splendide lavorazioni di marmi con armonie musicali, selezionati meticolosamente a Roma, privilegiando i più rari e preziosi.

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