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Parco Regionale del Delta del Po

In questo capitolo parliamo di un ecosistema unico del suo genere, unico in tutta Europa, ogni organismo vivente interagisce con l’ambiente che lo circonda, creando così un equilibrio dinamico, il Parco Regionale del Delta del Po.

Istituito nel 1997, il Parco Regionale del Delta del Po è la più vasta zona umida d’Europa e del Mediterraneo, con circa 700 kmq di terra e acqua, ancora oggi in evoluzione, grazie all’apporto di sedimenti del fiume Po al mare. Alla foce, dove si mescolano le acque dolci a quelle salate, vi è la caduta dei limi, delle argille e delle sabbie che, depositandosi, emergono formando gli scanni e quindi una nuova linea di costa.

Qui dove la terra e l’acqua si confondono, in questi angoli apparentemente tutti eguali, si viene coinvolti dal richiamo della natura, la quale nasconde numerose sorprese. Il Parco Regionale del Delta del Po grazie al suo ecosistema naturale straordinario e da un territorio unico nel suo genere è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

I venti e la vegetazione formano e consolidano nuove dune creando delle vere proprie barriere naturali che, imprigionando le acque, costituiscono le lagune che nel tempo, con l’apporto di altri sedimenti alluvionali, sono destinate ad interrarsi facendo emergere nuovi magnifici territori. I colori del parco mutano con il variare delle stagioni e con l’alternarsi della vegetazione, dai toni uniformi del canneto alle ninfee che crescono spontanee nella palude. È un paesaggio che da pinete e zone boschive alterna valli da pesca e lagune, dune fossili e campi coltivati, alle golene, sacche e scanni.

Nel corso del tempo, fin dall’epoca greco-etrusca, questa dinamica costruttiva naturale è stata gestita dall’uomo che ha modificato le lagune bonificandole e rendendole terre fertili, impedendo il naturale interramento e trasformandole in valli da pesca. Diverse sono state nel corso della storia le opere idrauliche realizzate per il drenaggio, opere di bonifica e deviazioni di molti corsi d’acqua utili all’agricoltura e alla salvaguardia del territorio.

Il Delta attuale è nato per opera dell’uomo nel 1604, quando la Serenissima si accorse della potente forza costruttrice del fiume Po e, al fine di impedire l’interramento della laguna di Venezia, operò una deviazione del fiume all’altezza dell’attuale paese di Taglio di Po, deviando le acque a sud-est, creando così in poco meno di duecento anni l’attuale Delta del Po. Le terre fertili che emersero furono sfruttate dalla Serenissima vendendole a nobili veneziani, che le usarono per le coltivazioni o come seconde case. Le varie zone, le isole, i rami del Po portano ancora oggi i nomi delle famiglie, ad esempio Ca’ Tiepolo, Ca’ Venier, Ca’ Dolfin.

La foce del Po è un luogo che sembra immobile, impassibile allo scorrere della vita, invece fermandoci ad osservarla scopriremo che non c è nulla più dinamico e complesso, in quanto le acque dolci si mescolano a quelle salmastre del mare. È un luogo che si ama a primo acchito anche se qualche volta, il Grande Fiume da “pare bòn diventa Paròn cattivo”, come recita un vecchio proverbio popolare Veneto. Qui troviamo tutte le principali colonie di volatili del Mediterraneo, le quali vengono a depositare le uova sugli scanni, come i gabbiani corallini, beccacce di mare, avocette, cavaliere d’Italia, l’airone rosso, il falco di palude. In autunno arrivano le colonie che provengono dal nord Europa alla ricerca di un clima più mite.

Nel Delta si distinguono vari ambienti, ognuno con le proprie caratteristiche peculiari come: la campagna con le varie coltivazioni, le dune fossili, gli argini artificiali per limitare le maree, le golene con la loro importanza idraulica e le valli da pesca. Un consiglio per chi ha poco tempo, è quello di visitare affidandosi a delle guide esperte del posto, in maniera da riuscire a cogliere il continuo mutamento della foce e i segreti di questi luoghi.

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