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Val Comelico

In questo capitolo trattiamo una delle valli più affascinanti e caratteristici della provincia di Belluno e di tutto il Veneto, Val Comelico.

“… e di borgate sparso nascose tra i pini e gli abeti tutto il verde Comelico…”

(di Giosuè Carducci – in Cadore – 1892)

Costalta - Val Comelico - Da Cortina d’Ampezzo a Longarone

Val Comelico si presenta da subito per la sua personalità, situata nell’alto Cadore in provincia di Belluno è immersa tra le grandi foreste e dai verdissimi prati da sfalcio. Sull’estremità occidentale della vallata s’innalza il gruppo dolomitico del Popèra, con le sue alte cime della Croda Rossa, Cima Undici, Monte e Cima Popèra, quindi la più modesta Cima Bagni, Cima di Pàdola, Croda di Tacco e Croda da Campo. A settentrione appare la mite Cresta Carnica Occidentale, la cresta di confine tra Italia e Austria, che si distingue dal Monte Pietra Bianca di Frugnòni. La parte alta della vallata di Comelico Superiore è disseminata di piccoli perle d’acqua, dove l’azzurro nitido del cielo si riflette nel verde smeraldo dei laghetti alpini.

I suoi tipici paesi sono avvinghiati sui pendi delle vallate, di cui i suoi nuclei principali sono Santo Stefano di Cadore e San Pietro di Cadore, dalla piccola frazione di Costalta con i suoi artisti, da San Nicolò di Comelico che fu il primo nucleo abitato della Val Padola e Padola, l’ultimo paese della valle e con una stazione sciistica sul Monte Popera. Ogni borgata meriterebbe una visita, sono uniche e curiose, con musei sulla cultura ladina e opere d’arte, ma soprattutto con panorami mozzafiato sul gruppo di montagne circostanti.

“Ladino” è una parola coniata dai linguisti che documentavano le diversità presenti nel territorio alpino. Questo termine sta a indicare i dialetti che si sono sedimentati nel primo millennio, cioè dopo l’impero romano, nell’arco alpino, dal cantone svizzero, alle Dolomiti al Friuli. Lo scopo era quello di valorizzare le differenze storiche che compongono le varie vallate dei Monti Pallidi, da quelle limitrofe e più popolari come il veneto o il tedesco.

La tradizione Ladina del Comelico ha conservato e mantenuto in maniera molto forte alcune manifestazioni popolari di riti laici e di cerimonie religiose, testimoniato dalla grande partecipazione alle varie sfilate per le vie dei paesi. Da non perdere tra le vette di queste montagne del Comelico una degli eventi più sentiti e spettacolari dell’arco alpino, il Carnevale, che da sempre nella cultura popolare è stato il principale momento festivo profano, retaggio di antichi riti propiziatori pagani.

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